Il Presidente Sergio Mattarella ha concesso cinque decreti di grazia, beneficiando tre italiani e due stranieri. Questa decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione del Ministero della Giustizia e del contesto di ciascun caso.
Introduzione all’atto di clemenza
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha esercitato con ponderatezza e sensibilità il potere di concedere la grazia, una prerogativa che il capo dello Stato può applicare ai sensi dell’art. 87 comma 11 della Costituzione Italiana. Questa misura di clemenza, concessa a cinque detenuti, arriva come risposta a circostanze eccezionali e umanitarie e segue un articolato processo di valutazione condotto dal Ministero della Giustizia. I beneficiari di questo atto includono tre cittadini italiani e due stranieri, ciascuno con una storia e un contesto giudiziario unico, che hanno portato il Presidente a ritenere che un intervento di clemenza fosse giustificato. La grazia presidenziale è stata storicamente uno strumento di grande impatto, capace di modificare il corso della vita di chi ne beneficia, offrendo non solo una seconda possibilità, ma anche un riconoscimento del processo di riabilitazione e miglioramento personale. In questo contesto, è decisivo il parere favorevole del Ministro della Giustizia che, attraverso un’attenta istruttoria, valuta la sussistenza dei requisiti per la concessione del provvedimento. Con oltre mille domande di grazia analizzate durante il suo secondo mandato, la scelta del Presidente Mattarella di accordare solo 27 grazie evidenzia la severità e il rigore del processo selettivo, inteso a garantire che solo i casi veramente meritevoli ricevano la clemenza statale. Questa azione riflette una profonda attenzione ai valori di giustizia ed equità, elementi fondanti del mandato presidenziale e della relazione tra Stato e cittadino.
Hamad Abdelkarim
Hamad Abdelkarim, un giovane nato nel 1995, si trova al centro di una complessa vicenda giudiziaria che l’ha visto condannato a trent’anni di reclusione per il suo coinvolgimento in un crimine di omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione. I fatti per cui Abdelkarim è stato incriminato risalgono al 2015 e riflettono una situazione di particolare drammaticità. Nel concedergli una grazia parziale, il Presidente Mattarella ha preso in considerazione diversi fattori determinanti: la giovane età di Abdelkarim al momento del reato, il lungo percorso di riabilitazione intrapreso durante il periodo di detenzione e il contesto in cui il crimine è stato commesso. L’accoglimento della grazia è stato parzialmente influenzato dal parere favorevole del Ministro della Giustizia, che ha considerato positivo l’impegno di Abdelkarim nel rieducarsi e nel ricostruire una nuova vita durante la detenzione. Il magistrato di sorveglianza ha confermato il positivo progresso di Abdelkarim, mentre la Corte d’appello di Messina ha ribadito l’importanza della grazia come unico mezzo per equilibrare la discrepanza tra la pena imposta e il reale grado di colpevolezza morale del detenuto. L’eccezionalità della situazione di Abdelkarim dimostra come, anche nel rigore del sistema giudiziario, ci sia spazio per riconoscere e valorizzare il cambiamento e il pentimento genuine. Questa decisione di grazia non solo riduce la pena residua, ma serve anche come monito di speranza per tutti coloro che, in circostanze difficili, cercano una via di riscatto attraverso il cambiamento personale e il rispetto delle istituzioni.
Zeneli Bardhyl
Zeneli Bardhyl, originario del 1962, è uno degli individui che hanno ricevuto il provvedimento di grazia da parte del Presidente Mattarella. Condannato a un anno e sei mesi di reclusione per il reato di evasione dagli arresti domiciliari, la grazia concessa ha estinto l’intera pena. L’atto di clemenza è stato supportato dai pareri favorevoli del magistrato di sorveglianza e del procuratore generale. Le autorità hanno sottolineato che il reato commesso da Zeneli non configurava appieno la fattispecie di evasione criminale, in quanto l’allontanamento dalla residenza dove era sottoposto all’obbligo di dimora non integrava una violazione così grave da giustificare la reclusione. La sua condanna era basata su un’interpretazione rigorosa delle norme che regolano gli arresti domiciliari, trasformando un errore in un carico giudiziario sproporzionato rispetto all’effettiva pericolosità della condotta. Grazie a questa comprensione più ampia delle circostanze, il Presidente ha deciso di intervenire, correggendo così un’applicazione potenzialmente eccessiva della legge e permettendo a Zeneli di riprendere la sua vita senza l’ulteriore onere di una pena giudiziaria considerata non allineata alla realtà dell’infrazione. La decisione di concedergli la grazia sottolinea l’importanza di un sistema giuridico equo e proporzionale, rafforzando il principio secondo cui le sanzioni devono corrispondere alla gravità dei reati e al contesto in cui sono stati commessi.
Franco Cioni
Franco Cioni, nato nel 1948, è un altro destinatario del provvedimento di grazia che ha suscitato riflessioni sul tema del fine vita e della compassione nella legislazione penale. Cioni fu condannato per omicidio volontario della moglie, affetta da un male incurabile, in un episodio verificatosi nell’aprile del 2021. La decisione di Mattarella di concedergli la grazia si fonda su elementi umanitari e giuridici, tra cui il perdono pubblico della sorella della vittima, le condizioni di salute di Cioni e il contesto eccezionale in cui il fatto si verificò. La grazia presidenziale ha posto fine alla detenzione, offrendo un momento di riconciliazione in un quadro segnato da profonde implicazioni morali e sociali.
Alessandro Ciappei
Alessandro Ciappei, nato nel 1974, è stato graziato dopo una condanna a dieci mesi di reclusione per truffa, risalente al 2014. La grazia è stata concessa per la pena residua di nove mesi e tre giorni, motivata dalla modesta gravità del reato, dalla sua natura occasionale e dal tempo trascorso. Ciappei ha dimostrato di aver ricostruito la propria vita lavorando all’estero, segnando un distacco netto dal comportamento illecito passato.
Gabriele Spezzuti
Gabriele Spezzuti, nato nel 1968, ha ottenuto la grazia per la parte pecuniaria della pena, originariamente pari a novantamila euro e ridotta di ottantamila. Condannato per reati legati alle sostanze stupefacenti risalenti al 2005, Spezzuti aveva già scontato la pena detentiva fino al 2014. La decisione tiene conto dell’espiazione già avvenuta, dell’assenza di nuove violazioni e delle attuali difficili condizioni di vita.
Bilancio delle grazie concesse da Mattarella
Durante il secondo mandato, il Presidente Mattarella ha concesso 27 grazie su 1507 pratiche esaminate. Di queste, 13 hanno riguardato pene detentive temporanee, 6 riduzioni parziali, 2 pene pecuniarie, mentre 1020 richieste sono state rigettate e 220 archiviate. Questo dato conferma un utilizzo rigoroso e responsabile del potere di grazia, riservato a casi eccezionali valutati secondo criteri di giustizia, proporzionalità e umanità.
Mattarella concede cinque provvedimenti di grazia






