TV

MasterChef. la confessione di Antonino Cannavacciuolo: “Sono stato raccomandato”

Cannavacciuolo si raccontaMasterChef. la confessione di Antonino Cannavacciuolo: "Sono stato raccomandato" - libericittadini.it - fonte instagram @antoninochef

Una rivelazione inaspettata dello chef rompe il silenzio su carriera, sacrifici e un retroscena mai raccontato.

Ci sono storie che, anche quando sembrano già note, riescono ancora a sorprendere. Antonino Cannavacciuolo, uno degli chef più amati e riconoscibili della televisione italiana, ha deciso di raccontarsi con una sincerità disarmante, lasciando emergere aspetti poco conosciuti del suo percorso. Non solo cucina e successo, ma fatica, rinunce e una confessione che ha attirato l’attenzione di molti: il suo arrivo a MasterChef non è stato del tutto casuale.

Il racconto prende forma durante una lunga conversazione con Gianluca Gazzoli nel podcast Passa dal BSMT, dove Cannavacciuolo ripercorre la propria vita partendo da una frase che per lui è diventata una sorta di destino: “Quando gli altri festeggiano, tu lavori”. È l’eredità più dura lasciatagli dal padre, cuoco e insegnante all’alberghiero, che aveva provato in tutti i modi a dissuaderlo dal seguire la stessa strada. Non per mancanza di fiducia, ma per consapevolezza di ciò che quel mestiere comporta: niente weekend, niente feste, nessuna vera pausa.

Dal rifiuto iniziale alla svolta che cambia tutto

Quel “no” familiare diventa però la spinta decisiva. Cannavacciuolo frequenta l’alberghiero, lavora mentre studia e affronta una pressione costante, senza mai cercare scorciatoie. Il riconoscimento del padre arriverà solo indirettamente, attraverso un articolo importante che lo chef porta a casa come prova concreta del proprio valore. Anche allora, i complimenti sono misurati, quasi trattenuti, ma sufficienti a rafforzare una determinazione che non lo abbandonerà più.

La nascita di Villa Crespi è il passaggio più rischioso. Antonino e Cinzia Primatesta sono giovanissimi quando decidono di accettare una gestione complessa, fatta di anticipi, inverni senza clienti e conti sempre in bilico. In quel periodo lo chef è tutto: cuoco, imprenditore, fornitore. Lavora di notte, risparmia su ogni dettaglio e reinveste ogni guadagno nella brigata, con la convinzione che la qualità avrebbe fatto la differenza. Le prime guide arrivano come una scossa, prima il Gambero Rosso e poi la Michelin, ma senza mai scalfire la sua certezza di potercela fare.

Cannavacciuolo si racconta

Dal rifiuto iniziale alla svolta che cambia tutto – libericittadini.it – fonte instagram @antoninochef

La televisione entra nella sua vita quasi controvoglia. MasterChef viene inizialmente rifiutato, perché l’obiettivo era la terza stella. Poi qualcosa cambia, a patto che la cucina resti centrale. Le registrazioni avvengono quando il ristorante è chiuso e, finito di girare, Cannavacciuolo torna tra i fornelli. È qui che arriva la confessione più sorprendente: a suggerire il suo nome agli autori sarebbe stato un giornalista, convinto che fosse “quello giusto”.

Infine, c’è il racconto più intimo, quello legato al corpo. Dalla magrezza degli anni al Quisisana ai cambiamenti vissuti a Villa Crespi, tra stress, orari sballati e pasti notturni. Un prezzo pagato senza rimpianti, perché, come emerge chiaramente dalle sue parole, ogni sacrificio è stato parte integrante di un percorso costruito giorno dopo giorno, lontano dalle scorciatoie e vicino a una sola, vera ossessione: il lavoro.

Change privacy settings
×