Dal 2026, nuove norme UE su credito al consumo rafforzano trasparenza, limiti ai dati personali e diritti dei clienti per prestiti, BNPL e pagamenti rateali in Italia.
Dal 20 novembre 2026 entreranno in vigore in Italia le nuove norme europee sul credito al consumo, frutto della Direttiva UE 2023/2225 (noto come CCD2), che introdurrà significative tutele per i consumatori che ricorrono a prestiti personali, carte revolving, finanziamenti a rate e servizi di pagamento BNPL (Buy Now Pay Later). Queste disposizioni, già recepite dal Governo italiano con il via libera del Consiglio dei Ministri, mirano a garantire maggiore trasparenza, responsabilità e diritti ampliati per chi utilizza forme di credito al consumo, contrastando pratiche scorrette e decisioni automatizzate spesso poco chiare.
Le novità principali per prestiti e pagamenti a rate
A partire dal prossimo autunno 2026, la normativa europea ridefinirà il quadro regolamentare del credito al consumo, estendendo le protezioni anche a forme di finanziamento che finora erano soggette a meno vincoli, come il BNPL. Questo significa che le dilazioni di pagamento offerte da terzi, anche per importi contenuti sotto i 200 euro, saranno assimilate a contratti di credito al consumo con tutte le relative tutele.
In particolare, la Banca d’Italia avrà la facoltà di imporre norme di trasparenza più severe per evitare che queste forme di credito diventino trappole per i consumatori meno attenti. Parallelamente, la soglia massima dei finanziamenti tutelati passerà da 75.000 a 100.000 euro, ampliando il campo di applicazione della legge.
Rimangono escluse dalla disciplina solamente alcune tipologie di dilazioni a costo zero, con pagamento entro 50 giorni e senza l’intervento di terzi, oltre ad alcune microtransazioni online entro 14 giorni.

Come richiedere più tutele – Libericittadini.it
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda la valutazione delle richieste di prestito da parte di sistemi automatizzati o basati su intelligenza artificiale. Nel caso in cui una domanda venga respinta da un algoritmo, il consumatore potrà richiedere un riesame umano e una spiegazione esaustiva, evitando così il rischio di un “no” inspiegabile deciso da un sistema informatico. Questa disposizione rappresenta un passo avanti fondamentale per garantire equità e trasparenza nelle decisioni di erogazione del credito.
Inoltre, la direttiva introduce regole stringenti sull’uso dei dati personali per la valutazione del merito creditizio. Sarà vietato utilizzare informazioni ricavate dai social network o dati sensibili come orientamento sessuale, stato di salute, credo religioso o opinioni politiche per decidere sull’erogazione del credito. Al contrario, le banche dovranno basarsi su dati pertinenti, verificati e aggiornati relativi a reddito e spese, per prevenire il sovraindebitamento e discriminazioni ingiustificate.
Dal 2026, i finanziatori avranno l’obbligo di effettuare una valutazione accurata e documentata della situazione economica e patrimoniale del consumatore, evitando di proporre prestiti insostenibili rispetto alla capacità di rimborso. Nel caso in cui il credito sia collegato a un acquisto, il recesso legittimo dal bene estinguerà automaticamente il finanziamento senza penali.
Un aspetto importante riguarda l’introduzione dell’oblio oncologico: per chi ha superato una malattia oncologica, dopo un periodo massimo di 15 anni dalla fine delle cure, i dati sanitari relativi al tumore non potranno più essere utilizzati per determinare condizioni assicurative legate ai prestiti, riducendo così discriminazioni nella concessione del credito.
Le nuove disposizioni prevedono che, in caso di difficoltà nel pagamento delle rate, il finanziatore debba fornire un avviso tempestivo e indirizzare il consumatore verso servizi di consulenza specializzati. Questa misura ha l’obiettivo di prevenire il sovraindebitamento e di offrire supporto concreto a chi rischia di trovarsi in una situazione di crisi finanziaria.
Più tutele nel 2026 -Libericittadini.it






