Sostenere l’istruzione parentale con un contributo economico modulato su Isee e grado scolastico. Le cifre in ballo
L’istruzione parentale è regolata in Italia da specifiche norme, tra cui il decreto ministeriale n.5 dell’8 febbraio 2021. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito precisa che i genitori devono presentare ogni anno una dichiarazione al dirigente scolastico della scuola più vicina, attestando la capacità tecnica o economica di provvedere all’insegnamento domestico. Il dirigente ha l’incarico di verificarne la fondatezza.
Lo studente che segue l’homeschooling è tenuto a superare esami di idoneità per passare all’anno successivo fino al termine dell’istruzione obbligatoria. Il costo di questa modalità varia sensibilmente: si può partire da circa 100-150 euro mensili per materiali di base, fino a diverse migliaia di euro annuali se si scelgono piattaforme online avanzate, tutor privati (con tariffe a partire da 20 euro all’ora) o corsi specialistici. La spesa complessiva dipende dall’intensità della personalizzazione del percorso educativo e può arrivare a superare i 6.000 euro all’anno per un supporto completo.
Il sostegno alle famiglie
Dopo il caso che ha coinvolto la famiglia di Nathan e Catherine, protagonisti della vicenda della “famiglia nel bosco” in Abruzzo, la Lega ha presentato una nuova proposta di legge per sostenere economicamente i genitori che scelgono l’istruzione domiciliare per i propri figli. L’iniziativa prevede un buono scuola a casa con importi variabili da 800 a 1.700 euro annui, modulati in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) e al grado scolastico frequentato dai minori. Questa misura si inserisce nel dibattito più ampio sull’homeschooling e sulle difficoltà che le famiglie possono incontrare nel percorso educativo fuori dal sistema scolastico tradizionale.

Come ottenere il nuovo Bonus scuola – Libericittadini.it
Il deputato leghista Rossano Sasso è il promotore della proposta che prevede l’introduzione di un buono scuola a casa destinato a supportare le famiglie che scelgono di occuparsi direttamente dell’istruzione dei propri figli. I contributi andrebbero da 800 euro per i bambini iscritti alla scuola primaria a un massimo di 1.700 euro per quelli frequentanti la scuola secondaria di primo grado, con un importo calcolato in base all’Isee familiare.
Come spiegato dallo stesso Sasso, l’obiettivo è garantire che “ogni famiglia, a prescindere dalle condizioni economiche, possa optare liberamente per l’istruzione parentale senza che il costo rappresenti un ostacolo insormontabile”. Secondo le stime della Lega, il costo medio annuo per studente nel sistema pubblico si attesta intorno agli 11.000 euro, mentre il buono scuola proposto è di molto inferiore, rappresentando così una modalità più equa e razionale di impiego delle risorse pubbliche destinate all’istruzione.
Questa iniziativa, ancora in attesa di approvazione parlamentare, potrebbe interessare almeno 16mila nuclei familiari in tutta Italia che già oggi usufruiscono o valutano l’istruzione domiciliare.
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