In Italia, l’accettazione tacita dell’eredità è uno degli aspetti più delicati del diritto delle successioni. Ecco cosa dice la legge
Recenti modifiche legislative hanno semplificato il processo, migliorando l’efficienza e la certezza giuridica, soprattutto nelle transazioni immobiliari. Analizziamo insieme cosa cambia con la nuova Legge 182/2025 e come si affronta l’accettazione tacita dell’eredità.
L’accettazione dell’eredità è l’atto con cui un erede accetta ufficialmente il patrimonio del defunto. Tradizionalmente, questa accettazione avveniva tramite una dichiarazione formale, con un atto pubblico o una scrittura privata. Tuttavia, la legge prevede anche l’accettazione tacita, che si verifica quando un erede compie atti che presuppongono inevitabilmente la volontà di accettare l’eredità. Questi atti devono essere compiuti in qualità di erede e non potrebbero essere eseguiti senza tale qualità.
Esempi tipici di accettazione tacita includono la vendita o la gestione dei beni ereditari, il pagamento di debiti del defunto con denaro dell’asse ereditario, o il compimento di atti giuridici in qualità di erede, come la partecipazione a cause legali legate all’eredità.
Quando l’accettazione può essere tacita?
Non tutte le azioni compiute dall’erede implicano un’accettazione tacita. Affinché questa si configuri, l’atto deve essere compatibile solo con la qualità di erede. Per esempio, se un erede vende una casa ricevuta in eredità, o se utilizza i fondi ereditari per pagare i debiti del defunto, sta implicitamente accettando l’eredità. Al contrario, azioni come la richiesta di documenti o la semplice custodia dei beni non sono sufficienti per configurare un’accettazione tacita.

Tutto quello che c’è da sapere sull’accettazione tacita – (libericittadini.it)
Questi atti sono chiari segnali della volontà dell’erede di subentrare nel patrimonio del defunto e, in quanto tali, sono considerati come accettazione tacita.
L’accettazione tacita ha gli stessi effetti legali dell’accettazione esplicita: l’erede acquista la qualità di tale, con effetto retroattivo dalla data di apertura della successione. Questo comporta che l’erede diventa responsabile dei debiti del defunto, rispondendo anche con il proprio patrimonio personale, a meno che non abbia accettato l’eredità con beneficio d’inventario.
Una volta accettata l’eredità, tacitamente o esplicitamente, l’atto è irrevocabile. Non è più possibile rinunciare all’eredità, una volta che è stata formalmente acquisita.
In caso di accettazione tacita, la legge impone la trascrizione di tale atto se l’eredità include beni immobili, per garantire la continuità delle trascrizioni nei registri immobiliari. Prima della riforma, la trascrizione dell’accettazione tacita rappresentava un passaggio complesso, in quanto il notaio doveva ricostruire tutta la documentazione relativa agli atti compiuti dall’erede per determinare se l’accettazione fosse avvenuta tacitamente.
Ad esempio, se un’erede decideva di vendere un immobile ereditato senza aver formalmente accettato l’eredità, il notaio era costretto a verificare se gli atti compiuti nel frattempo (come il pagamento delle imposte o la gestione dell’immobile) fossero sufficienti a configurare un’accettazione tacita. Questo processo, lungo e complicato, rallentava l’efficacia dell’atto di vendita.
La riforma semplifica notevolmente il processo di trascrizione, riducendo i tempi e i costi per gli eredi e per i notai. La semplificazione garantisce anche maggiore certezza giuridica nelle compravendite immobiliari, poiché i passaggi di proprietà derivanti da successione saranno più facilmente tracciabili. Inoltre, le banche potranno concedere mutui con maggiore sicurezza, e le compravendite immobiliari diventeranno più rapide e sicure.
Eredità: le novità di legge - (libericittadini.it)






