EUROPEE 2019

NICCOLÒ RINALDI
www.niccolorinaldi.org
www.libericittadini.it
CANDIDATO LISTA PIÙ EUROPA
Lazio, Marche, Toscana, Umbria

Curriculum Vitae

Niccolò Rinaldi è laureato con lode in Scienze Politiche, con una tesi sull’economia popolare frutto di una ricerca sul campo a Dakar. Dopo due anni trascorsi come assistente al Parlamento Europeo, dal 1989 al 1991 è responsabile dell’Informazione per le Nazioni Unite in Afghanistan. In seguito, nel 1991, diviene prima consigliere politico e poi, dal 2000, segretario generale aggiunto al Parlamento Europeo.

Sposatosi con la moglie Paola nel 1999, ha successivamente tre figli, Alma Selvaggia, Tessa Asia e Lapo Amerigo.  Nel 2019 rimane vedovo dopo la scomparsa di Paola, al termine di una lotta di tre anni contro un tumore.

Nel 2009 si presenta come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori per il Parlamento Europeo, sulla base di un programma di impostazione federalista e laica, teso a correggere la troppa “non-Europa” dell’Italia e a favorire il buon uso delle tante risorse europee destinate ai suoi territori e non utilizzate. Eletto euro-deputato per l’Italia centrale, viene scelto come capo-delegazione IdV e vice-presidente del gruppo parlamentare dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (ALDE).

Il resoconto dettagliato del suo mandato di euro-deputato è suddiviso in varie sezioni tematiche sul sito https://www.niccolorinaldi.org/deputato-europeo-2009-2014.

Nel corso del suo mandato ha ottenuto il 100% di presenze nelle sedute plenarie, e ha costantemente pubblicato sul proprio sito la sua dichiarazione dei redditi, degli interessi finanziari e le modalità di utilizzo dei fondi ricevuti dal Parlamento Europeo. Contrario alla politica come professione, ha presentato alcuni emendamenti (respinti) per limitare a un massimo di due i mandati possibili come eletti al Parlamento Europeo.

Membro della commissione commercio internazionale e cooperazione allo sviluppo, è stato relatore di importanti provvedimenti, quali l’Accordo di libero scambio tra UE e Malesia, le clausole di salvaguardia dell’accordo di libero scambio tra UE e India, il primo regolamento europeo per le misure di ritorsione in caso di violazione degli accordi da parte dei partner commerciali dell’UE, il provvedimento “Commercio per il cambiamento” per favorire l’integrazione con i paesi arabi impegnati nelle riforme democratiche con particolari misure a favore delle piccole e medie imprese, e il primo tentativo di regolamento per permettere alla parte settentrionale di Cipro di avere un accesso diretto ai mercati internazionali.

Come membro della sottocommissione diritti dell’uomo, si è impegnato in modo particolare nel conflitto israelo-palestinese, e nella difesa dei diritti dei tibetani e degli uiguri.

Paladino del rispetto delle norme di progresso europee, ha intrapreso varie iniziative contro l’alto livello di procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia, attivandosi in modo particolare contro l’illegalità di numerose discariche italiane a cominciare da quella romana di Malagrotta, costretta poi alla chiusura proprio per ingiunzione europea. E’ stato iniziatore di un complesso ricorso presso la Commissione Europea contro lo scudo fiscale del governo Berlusconi, che ha permesso il recupero dell’IVA sui capitali scudati, ha patrocinato due ricorsi presso al Corte di Diritti dell’Uomo contro il divieto di fecondazione assistita in Italia, e a inizio 2014 ha anche ottenuto che la Commissione Europea aprisse un fascicolo sulla controversa ricapitalizzazione della Banca d’Italia.

Tra le sue competenze più specifiche ha lavorato su aree di conflitto armato, sulla memoria collettiva, sui settori della popolazione meno tutelati come disabili, carcerati (tra l’altro consacrando ogni ferragosto dal 2009 al 2014 a visite di istituti di pena) e senza fissa dimora – attivando specifici percorsi di iniziative parlamentari e sul territorio.

Unico membro italiano dello Steering Committe dell’OMC, è stato relatore ufficiale sia ai Public Forum che alle Conferenze inter-ministeriali dell’OMC, sempre difendendo le ragioni di una regolamentazione leale ed equa dei meccanismi degli scambi internazionali. In questo ambito è stato anche co-fondatore e vice-presidente del gruppo di lavoro permanente per l’accesso ai medicinali a basso costo nei paesi in via di sviluppo, in collaborazione con Medici senza Frontiere.

È impegnato nella diffusione delle buone pratiche per l’euro-progettazione, tema al quale ha dedicato anche un manuale (“Dei finanziamenti europei, istruzioni per l’uso”), parte di una collana di dieci titoli pubblicati dalle edizioni Festina Lente su alcuni temi seguiti nel corso del suo mandato: la cittadinanza a Roma, i problemi del centro storico a Firenze, le acciaierie di terni, l’emigrazione italiana e i 150 anni dell’unità italiana, il ritardo dell’Italia in Europea, la poesia europea per la libertà, la cucina europea in tempo di crisi. Alpinista (tra le tante ascensioni, nel 2011 ha girato un video sulla vetta del Monte Bianco per denunciare la persistenza del conflitto territoriale tra Francia e Italia), ha dedicato l’ultimo titolo di questa collana a “L’Alternativa montagna – un’altra Europa”, denominazione che è stata adottata da una rete civica abruzzese attiva alla difesa dei territori in altura.

Ha regolarmente promosso al Parlamento Europeo iniziative del Partito Radicale Transazionale e dell’Associazione Luca Coscioni sulla libertà di ricerca scientifica, i diritti civili, la non-violenza, e di European Alternatives sul pluralismo dell’informazione.

Sul territorio ha rispettato l’impegno di visitare con incontri pubblici almeno due volte ogni anno ciascuna delle 22 province del proprio collegio elettorale; ha organizzato oltre trenta corsi di formazione all’euro-progettazione gratuiti e aperti alla cittadinanza; ha avviato un ciclo di incontri dedicati alla cultura ogni giorno di inizio stagione dal 2009 al 2014; ha avviato alcuni cicli tematici di riflessione articolati sull’attualità dei Dieci comandamenti, sul rapporto con i cinque continenti e sulle condizioni del “Restare, Partire, Tornare e Nomadismo”.

Per sessanta mesi ha inviato una lettera di informazione “Europea” e una newsletter che pubblicava tutti i bandi per finanziamenti europei diretti e, per le regioni del centro Italia, anche indiretti. Ha organizzato corsi di formazione europea ai quali hanno partecipato centinaia di giovani e di amministratori locali.

Nel 2013 si candida alla segreteria nazionale dell’Italia dei Valori con un programma vincolato a una proposta di statuto con rigidi criteri di ricambio e di trasparenza finanziaria e decisionale, e politicamente legato a una cultura di governo di liberalismo progressista; esce sconfitto al termine di un discusso congresso che aveva visto tra l’altro le dimissioni del suo garante congressuale, avvocato Luigi Li Gotti (già sottosegretario alla giustizia del governo Prodi) per protesta contro numerose irregolarità. Resta comunque nell’IdV fino a quando il partito decide di lasciare l’ALDE non entrando nella sua lista italiana per le elezioni europee. Candidato al secondo posto (dopo la ministra Stefania Giannini) nel Centro Italia come indipendente con “Scelta Europea/ALDE per Guy Verhofstadt”, ottiene un sorprendente risultato personale, ma non viene eletto dato il modestissimo esito della lista.

Al termine del mandato europeo nel luglio del 2014 ritorna come funzionario nel Parlamento Europeo, dove attualmente è Capo dell’Unità Asia, Australia e Nuova Zelanda, e desk-officer per le relazioni con l’Iran e i paesi dell’Asia centrale.  

Dal 2015 fa parte della Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano e nel 2016 è stato eletto presidente dell’associazione Liberi Cittadini. Collabora regolarmente con alcuni giornali, tra i quali l’Huffington Post, Critica Liberale, la rivista sui problemi nord/sud “Solidarietà Internazionale”, ma anche al giornale “Fuori Binario” venduto da senza fissa dimora.

Ha pubblicato vari libri, soprattutto di viaggi in Africa e Afghanistan, e una guida alla “Firenze insolita e segreta” pubblicata in quattro lingue e venduta nei cinque continenti. I suoi ultimi titoli sono “Shoah e Ruanda, due lezioni parallele” (Giuntina, 2014),  primo confronto tra il genocidio degli ebrei e quello dei tutsi, e “Notte a Gaza – tra droni e asinelli” (nella popolare collana “millelire” di Stampa alternativa, 2015), disincantato e poco partigiano diario delle sue numerose visite a Gaza. A fine 2015, Stampa alternativa ha pubblicato anche il suo “Giro del mondo in cinquanta barbieri”, una raccolta di cinquanta descrizioni di locali in altrettanti diversi paesi nei quali si è tagliato i capelli nel corso di venticinque anni di viaggi.  

Valdese, crede nell’ottimismo della volontà, e forse anche nel pessimismo della ragione. Coltiva l’arte del dubbio e dell’analisi critica, anche auto-critica, ed è disposto a pagare il prezzo per difendere la propria libertà intellettuale, contro ogni servilismo, ogni rassegnazione e ogni cinismo.  “Quello che si vuole, si può – andiamo”.

10 Impegni per un Piano di Lavoro al Parlamento Europeo

Sono abitato a rispettare gli impegni presi. Sul sito

https://www.niccolorinaldi.org/deputato-europeo-2009-2014

si può consultare un resoconto articolato in varie sezioni tematiche di quanto ho svolto come parlamentare europeo nel mandato 2009-2014. Quel lavoro, quella trasparenza, possono testimoniare del percorso che intraprendo come candidato.

Al di là dei valori e del programma politico, come candidato assumo degli impegni di metodo del lavoro.

Il Parlamento Europeo ha un ruolo di piena co-decisione nella legislazione europea che ha diretto impatto nella vita dei cittadini; dunque,  primi impegni sono proprio il lavoro parlamentare, e la trasparenza del ruolo.

  1. Partecipazione assidua e attiva ai lavori del gruppo parlamentare, della commissione parlamentare di appartenenza e della plenaria, ricorrendo a tutti gli strumenti previsti: interventi, interrogazioni, emendamenti relazioni ombra e relazioni titolari, incontri e confronti, negoziato e ricerca di compromesso. Dare regolare e trasparente informazione dell’attività svolta e dei risultati ottenuti.
  2. Rendicontazione regolare attraverso il sito del tasso di presenza e dei dati finanziari rilevanti (dichiarazione dei redditi, dichiarazione degli interessi finanziari, modalità di utilizzo dei contributo erogati dal Parlamento Europeo al deputato per l’organizzazione di attività).

Il Parlamento Europeo deve assumere sempre più anche un ruolo di ponte fra la società e le altre istituzioni europee, diffondendo informazioni utili, aprendosi come istituzione, favorendo confronti.

  1. Creazione di una banca dati e di una newsletter che presenti in modo organico, trasparente e semplice, l’insieme degli fondi europei e delle possibilità di mobilità a disposizione per amministrazioni locali, cittadini, associazioni culturali, università, studenti, imprese. Queste informazioni permetteranno di accedere a un’unica fonte d’informazione che aiuti l’utente a conoscere la varietà di procedure, bandi, scadenze che purtroppo contraddistingue i finanziamenti europei e che costituisce a volte un difficile ostacolo per i potenziali beneficiari, soprattutto in paesi come l’Italia che maggiori difficoltà hanno nell’ottenimento di informazioni valide.

Il Parlamento Europeo si svuota di significato se non è capace di salvaguardare e rafforzare il suo rapporto con il territorio.

  1. Le strutture territoriali e nazionali devono trovare nel Parlamento Europeo un interlocutore costante e affidabile, anche per rappresentare e dar corso a istanze europee di cittadini ed enti locali. Il rapporto col territorio sarà un impegno preciso e trasparente, in modo da favorire un accesso diretto alla dimensione europea e anche con l’impegno di effettuare almeno due visite politiche all’anno per ciascuna delle province del collegio, in modo da garantire un contatto diretto con elettori e istanze locali.
  1. Organizzare almeno quattro eventi annuali dedicati al rapporto tra politica, istituzione e cultura – scuola, università, ricerca, creazione artistica – convinto che la filiera della conoscenza sia da valorizzare nell’Europa e nell’Italia di oggi e abbia molto da insegnare a una politica sempre più intellettualmente impoverita.
  1. Condividere il mandato come un percorso collettivo, tenendo aperti canali di confronto e di inclusione, compreso il settore dei cittadini meno tutelati e in svantaggiati.  
  1. Apertura di un regolare programma di tirocinanti, attraverso modalità di selezione trasparenti e pubblicate sul sito, con circa tre borse di studio annuali.
  1. Organizzare su base annuale e in collaborazione con le istanze nazionali del Partito Repubblicano e di Più Europa, e con il gruppo ADLE un appuntamento di formazione a Bruxelles che coinvolga attivisti, quadri e dirigenti locali e nazionali.

Infine, Bruxelles deve costituire un’opportunità per collocare nella dimensione europea le battaglie dei federalisti e laici italiani.

  1. Fare della memoria collettiva un filo rosso a sostegno di varie battaglie, consapevole che la storia dell’Europa, e dei suoi errori, sia un pilastro di ogni azione del presente e di ogni visione del futuro.
  1. Organizzazione presso il Parlamento Europeo di varie iniziative (conferenze stampa, incontri con esperti, presentazioni di libri e film, mostre, ecc) che permettano visibilità e confronto europei per alcuni temi prioritari – lotta contro conflitti d’interessi e assenza di legalità, promozione delle pari opportunità e di una politica di anti-discriminazione, trasparenza sul costo delle istituzioni, ecc. – attraverso a eventi che possono diventare altrettante occasioni per parlare della nostra Italia.

Tutto ciò è solo un piano di lavoro. In realtà al parlamento si può e si deve fare di più, e il programma resta aperto a idee.
So però anche quello che al Parlamento Europeo non va fatto, ma questa è un’altra storia.

Piccolo Manifesto

Un’amica thailandese quando ha saputo che mi candidavo ha composto questo piccolo “manifesto” di cultura democratica e di patto tra elettore e parlamentare. Lo faccio mio, non fosse altro come esercizio di anti-vanità.

“Perché il cittadino ci chiede un compito,

il parlamentare ha un lavoro.

Perché il cittadino ha una scelta,

devo essere la scelta migliore.

Perché i problemi della comunità sono urgenti,

devo essere rapido.

Perché ogni cittadino, ogni comunità, ha problemi specifici,

si deve essere flessibili.

Perché il cittadino ha aspettative,

devo fare bene.

Perché ogni elettore ha influenza,

spero di avere più elettori.

Perché c’è l’elettore,

esisto come candidato.”