Ernesto Galli della Loggia ha scritto ieri sul Corriere un articolo teso a dimostrare che il presidente Davigo ha pur anco ragione,  non potendo essere altrimenti dato che “il marcio di tutta una società che da tre, quattro decenni, per mille ragioni — non tutte necessariamente malvagie — ha deciso sempre più di chiudere un occhio, di permettere, di non punire, di condonare.”

E porta come esempi i seguenti (riassumendo):

-a scuola tutti copiano e nessuno riprova (giuri che non ha mai copiato o tentato di farlo professor Della Loggia)

– chiunque ……può maltrattare arredi, imbrattare di scritte di ogni tipo (in genere oscene) i bagni, scrivere e disegnare a suo piacere sui muri dell’edificio

– così se marinerà la scuola, se si metterà a compulsare il suo smartphone durante le lezioni, se manderà l’insegnante a quel paese

– Imitato in quest’ultima attività anche dai suoi genitori. I quali talvolta – assai più spesso di quanto si creda – ameranno ricorrere anche a insulti e minacce

– la scuola sarà  anche un’ottima palestra di turpiloquio, di bullismo sessista, di scambio di materiale pornografico quando non di spaccio di droga (Lei le parolacce dove le ha imparate professor Della Loggia?)

-l’adolescente italiano, se usa i trasporti pubblici si eserciterà nel salto del tornello sulla metro o si guarderà bene, se vorrà (ma perché non volerlo?) dal pagare il biglietto di un autobus o di un tram

– è più probabile che invece il nostro abbia un motorino. Il più delle volte, va da sé, con la marmitta truccata

– il giovane italiano ha pagato per questo anche un bel po’: eppure una ricevuta fiscale o uno scontrino egli s’è guardato bene dal chiederli e l’altro dal darglieli

– e arriva finalmente la sera: il momento di svagarsi, specie se è sabato. una birra, due birre, tre birre in un pub (anche se vietate ai minori)  e poi in un altro ancora; o qualcosa di più forte in discoteca

– bisogna alla fine iscriversi all’università. Le tasse, è vero, sono un po’ cresciute in questi ultimi anni, ma non c’è una riduzione o addirittura l’esenzione per chi viene da una famiglia a basso reddito? Il giovane scopre che i genitori anche se hanno un alto tenore di vita al fisco denunciano poco o nulla….

A quanti giovani italiani può applicarsi questo ironico ma realistico ritratto di un’educazione alla legalità? A molti, sostiene l’esimio Professor della Loggia.

Mi spiace professor Della Loggia, ma io non condivido.

Ben comprendo che casi come quelli da Lei citati capiti sovente di incontrarli. Ma da qui a dire che tutti gli italiani sono privi di etica per questo motivo mi pare sia davvero fuori luogo.

Anzi sa che Le dico, professor Della Loggia: ho conosciuto tanti padri e madri che non solo hanno dato una ben diversa educazione ai loro figli e che sono stati pronti a mollare loro, anche se già adulti, qualche sberlone se solo si accorgevano che prendevano certe pieghe.

E sa cosa Le dico, ancora, professor Della Loggia, che più queste famiglie appartengono alle classi medie e basse e più è presente la consapevolezza dell’importanza dell’educare i figli alla legalità ed al comportamento etico.

E probabile invece che negli ambienti radical-chic che lei ama frequentare professor Della Loggia, simili comportamenti siano normali e sa che è proprio da quelle famiglie che poi esce la classe politica italiana!

Professor Della Loggia, il suoi errore è proprio qui e cioè che nelle classi medio-alte che fanno poi diventare quei figli degeneri imprenditori, politici, professionisti al di là del loro merito manca il senso dell’educazione dei figli ed è presente il senso dell’impunità.

Ed è proprio questa classe che Lei forse frequenta più di altre, che va duramente colpita se si vuole che questo Paese diventi normale!