Insulti alla Brigata Ebraica, contestazioni al Rabbino di Trieste che prega, fischi ai cartelli con i nomi dei campi di concentramento e agli ex-deportati (nemmeno mi pare che fossero bandiere israeliane): chi si vorrebbe amico della Palestina sta sbagliando tutto: non solo avversari, ma anche valori, memoria, storia.
Distrugge l’antifascismo reinterpretando a suo modo proprio il fascismo, che si trova molto più pericoloso in questi fischi che non in qualche nostalgico sfigato.
Al giorno d’oggi questi non sono crimini minori, tutt’altro.
Sono colpe gravi (tra l’altro anche nei confronti dei palestinesi, ai quali si rende un pessimo servizio).