Secondo il direttore di SWG la tripolarizzaizone politica in Italia non riguarda più esclusivamente il piano quadro nazionale, bensì coinvolge città e territori. E per questo motivo la vittoria al primo turno sarebbe stata impresa ardua.
Se fosse veramente così potremo dire: niente di nuovo sotto il sole!
La tripolarizzaizione della politica in Italia è da sempre un connotato naturale, caratteristico, di questo nostro bel paese: quando siamo mai riusciti ad essere bipolari? Nememno quando eravamo tutti d’accordo ci siamo avvicinati alla soglia di altri Paesi europei, e siamo costantemente rimasti immaturi.
Abbiamo sempre voluto che se, alla fine il risultato non ci piaceva, ci fosse sempre una via di fuga: appunto un soggetto che unendosi ad uno dei due maggiori, avrebbe permesso comunque di governare (a livello naizonale o locale non importa) anche solo sulla base di interessi particolari anziché di interessi generali. Che il partito si chiamasse PLI o PSI o PRI come in passato, o 5 Stelle (ma anche Forza Italia o Ncd) come oggi, non cambia molto, la vera differenza rimarebbe un tessuto politico sufficientemente maturo da ammettere che si scontrino due forze politiche ben distinte, con due programmi (anche locali) diversi per visione del mondo, ma comunque pur nella loro alternatività capaci di afforntare le problematiche del territorio. Come a Milano, dove il gioco è solo tra centrosinistra e centrodestra tout court.
Potremo anche dire che dove prevale l’immaturità (ad esempio Napoli), o il malaffare (ad esempio Roma), tutto continua nella più grande incertezza: i 5Stelle riusciranno a governare da soli una situazione deteriorata come quella di Roma? Personalmente ho grandi dubbi.
De Magistris sarà in grado di andare oltre le semplici enunciazioni di principio tese a dire di Napoli “Siamo diventati soggetto politico nazionale e internazionale. Siamo un unicum. Abbiamo battuto i poteri forti”? Forse che la Napoli di oggi è così tanto diversa e risanata da quella di cinque anni fa? Personalmente ho tanti  dubbi al riguardo.
L’unica città che dimostra siffatta maturità rimane quindi Milano, e sono convinto che non potrà che crescere indipendentemente dal vincitore del ballottaggio.
Per il resto siamo più a cercare di far perdere qualcuno piuttosto che a preoccuparsi dei cittadini: la Meloni cercherà di far vincere la Raggi a scapito di Giachetti, lo stesso farà Salvini a Torino contro Fassino, non diversamente di quanto si cercheranno  di fare a Bologna i 5Stelle che, statene certi preferiranno vedere vittoriosa la Bergonzoni piuttosto che  Merola.
Certo, non sarà così che si risolvono i problemi del Paese.
Ma certo, sullo sfondo c’è il referendum sulle Riforme Costituzionali, e Renzi ha detto che solo questo conta!