Il presidente del comitato scientifico LC, Andrea Giuricin, oggi su Il Foglio:

“La decisione di chiudere la Milano Malpensa – Roma Fiumicino è una scelta industriale che risponde alla giusta logica di mercato.

Mantenere aperte delle rotte non economicamente sostenibili porta al fallimento delle compagnie aeree, come ha dimostrato in passato l’Alitalia pubblica.

Easyjet è di gran lunga il primo operatore aereo su Malpensa e nel corso degli anni ha “salvato” lo scalo milanese grazie allo sviluppo continuo di rotte, tanto che la compagnia britannica ormai conta per circa il 40 per cento del traffico dello scalo milanese.

Perché la decisione di chiudere questa tratta da parte di Easyjet, dopo che Alitalia aveva fatto una scelta simile pochi mesi fa?

La conclusione della costruzione dell’infrastruttura alta velocità tra Milano e Roma a fine del 2009 e la successiva entrata di Italo nel mercato ferroviario ha portato ad una rivoluzione del modo di viaggiare degli italiani. La concorrenza del treno alta velocità sta portando a grandi cambiamenti nel trasporto italiano. Evidentemente il treno lento e i No Tav non sono troppo in sintonia con il paese, visto lo shift modale dall’aereo al treno negli ultimi anni. Il treno alta velocità ha ormai il 73 per cento della quota modale nel 2016, contro il 36 per cento che aveva nel 2008.

L’aereo che era il mezzo prevalente è ormai relegato a meno del 20 per cento dei viaggi e questo è avvenuto in buona parte alle azioni dei Governi Italiani che hanno anticipato addirittura quello che succederà nei prossimi anni in Europa: la liberalizzazione del mercato alta velocità. L’Italia infatti è stato il primo paese ad aprire alla concorrenza nel settore alta velocità ferroviaria e dal 2012 questo ha permesso una caduta dei prezzi di circa il 40 per cento. Al tempo stesso, l’arrivo della concorrenza ha portato ad un incremento dell’offerta con un treno anche ogni 10-15 minuti negli orari di picco.

La liberalizzazione porta efficienza ed ha permesso al treno di essere competitivo, tanto che, ad esempio, il costo per posto chilometro offerto di Italo è inferiore a quello di Easyjet, che rimane una delle compagnie aeree più profittevoli in Europa.

Ma non tutti sono d’accordo: si sono infatti alzate voci contro la chiusura di questa tratta Malpensa-Fiumicino poiché dovrebbe essere interesse dello Stato il mantenimento dei collegamenti.

Il punto chiave è comprendere quale fosse il livello di domanda per tale rotta, visto che ormai anche chi abita a Varese o dintorni ha convenienza ad andare a Milano Centrale per prendere il treno ad alta velocità, visti anche i tempi che sono necessari per i controlli aeroportuali.

Se anche ci fosse un “interesse della collettività”, non è necessario avere un’Alitalia pubblica o compagnie di bandiera per proteggere tali interessi.

Da decenni esistono gli oneri di servizio pubblico per “coprire” quelle rotte non profittevoli e il modo migliore per assegnare questi contributi è ancora una volta l’assegnazione tramite gara.

La trasparenza va di pari passo con la riduzione degli sprechi, ma in Italia le voci si alzano spesso voci di socialismo incalzante, specie dai nuovi partiti.

Questa chiusura da parte di Easyjet dimostra invece proprio il funzionamento del mercato, con la concorrenza che arriva da un settore ferroviario competitivo grazie alla liberalizzazione iniziata nel 2012”.