Valeria Viara, responsabile Immigrazione LC: “Venerdì 13 scenderà in piazza l’Italia dello Ius Soli e quei tanti, troppi, giovani italiani che vivono, crescono e studiano qui, ma per la legge non sono italiani.
Lo ius soli temperato o lo ius culturae, infatti, prevede che sia data la cittadinanza ai ragazzi che qui compiono un ciclo di studi e hanno requisiti socio-culturali idonei. Non si tratta quindi di diventare la “sala parto del Mediterraneo”, come alcuni sostengono, ma di prendere atto di una realtà già radicata nelle nostre scuole”.
Aggiunge Margherita Frappa​, responsabile LC Scuola: “La scuola è già multietnica, I nostri ragazzi stranieri crescono con i nostri figli e proprio a scuola imparano a rispettare ed amare l’Italia. Molti di loro, poi, non parlano la lingua dei loro genitori e non sono mai stati nel Paese l’origine e qui intendono costruire il loro futuro. Spesso, poi, sono ragazzini brillanti negli studi. Lo ius culturae è un atto di civiltà e di vera integrazione ed accoglienza”.