Il consigliere Alessio Morganti: “È dal 2012 che l’M5S pubblicizza l’idea del reddito di cittadinanza nell’ambito del loro programma « nessuno deve rimanere indietro ».

La proposta può essere sintetizzata come un programma di sostegno per circa 9 milioni di italiani che vivendo sotto la soglia di povertà dovrebbero beneficiare delle risorse disponibili, a detta del Movimento, distribuite con forchette che vanno da una semplice integrazione sullo stipendio al salario vero e proprio da circa 370€ fino ad un massimo di 1560€ per una famiglia di quattro persone.

Al netto di tutti i calcoli se una persona risulta disoccupata dovrebbe arrivare a percepire 780€ al mese. Inoltre, sempre secondo il M5S le coperture finanziarie della proposta ammonterebbero a 16 miliardi di euro detratti dal gioco d’azzardo dalle banche e dalle compagnie petrolifere.

A onor del vero la proposta sul reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del movimento dal 2012, ha subito diversi cambiamenti nel tempo, ovviamente sempre al ribasso partendo da circa cinquanta miliardi di euro risparmiati dall’evasione fiscale per scendere fino ai 16 odierni presi appunto al gioco, banche e compagnie petrolifere.

Per un periodo il reddito di cittadinanza era sparito dai giornali ma oggi che l’M5S è una robusta forza parlamentare ritorna alla carica con questa iniziativa piuttosto populista.

Lascio ad economisti più eminenti di me la dimostrazione dell’impossibilità dell’iniziativa. Fiumi di inchiostro sono infatti stati spesi sulla assoluta insostenibilità della proposta, nella migliore delle ipotesi, ovvero quello di considerare i tre milioni di famiglie anziché i nove milioni di disoccupati i 16 miliardi sarebbero di fatto sufficienti a finanziare metà della proposta per sei mesi.

Il sole 24 ore poi in diversi articoli sottolinea l’impossibilità della creazione di un bacino così ampio di risorse per poter finanziare tale programma sottolineando che il programma cosi come concepito “servirebbe a pochi e servirebbe male”.

Mi soffermerei brevemente su due aspetti meno considerati ovvero l’incapacità istituzionale dell’assegnazione di un reddito di cittadinanza. Credo che senza particolare fatica, guardando nelle nostre coscienze sappiamo già che nel Belpaese, i favoritismi, le cortesie e le strizzatine d’occhio si sprecherebbero. Le difficoltà delle istituzioni coinvolte non sarebbero da poco, senza contare i problemi dell’affidamento e come i beneficiari del reddito aumenterebbero rispetto al numero attuale in quanto chi non dovesse per poco rientrare nei parametri sicuramente si impegnerà per rientrarci.

Infine il solito maledetto problema della sedentarietà dei riceventi, ovvero chi riceve un reddito ha un incentivo a non lavorare e pertanto smette di cercare lavoro beneficiando di un reddito fisso.

Cosa risolverebbe quindi un programma che lM5S dichiara vincente in molti stati? La risposta è: molto poco, basti guardare i fallimenti dello stesso programma in paesi quali Germania e Belgio”.