Caro Antonio, laicamente e con fede, con la tua intelligenza e il tuo buonumore, con la tua voce autorevole e il tuo sguardo mai arrogante, sei da qualche parte, forse anche solo nel nostro ricordo, e ci guardi. Esattamente un anno dopo, il 23 febbraio 2017, aver intrapreso quel viaggio che tocca a tutti “verso il paese da cui nessuno ritorna”, come diceva Amleto.
Non siamo mai stati, né te nè nessuno dei Liberi Cittadini, troppo sbrodoloni nel parlarci addosso. Sarò quindi breve. Non ho grandi notizie da darti, e molte cose le sai già. Un anno dopo la tua scomparsa l’Italia continua a sbandare, se leggi la rubrica del “Catalogo del declino” che aggiorno sul mio sito, vedi che si fa una fatica enorme, sia per l’entità dei problemi sia per averne anche soltanto una rappresentazione corretta. Quanto all’Europa, va appena meglio, certi rischi sono stati scongiurati, la ripresa oltre le nostre frntiere c’è, ma l’entusiasmo europeista ancor stenta. tra pochi giorni si va a votare, sono elezioni strane. ognuno vuole vincere, ma pare che nessuno voglia governare con i proprio alleati o neanche da solo, tutti dicono una cosa e auspicano un’altra. Insomma, vogliono vincere, ma non troppo.
I laici e gli europeisti italiani non si sono messi insieme alle elezioni: infatti, abbiamo trascorso tanti mesi a cercare di tessere una tela condivisa, ma i vizi atavici sono stati più forti, e in molti si sono sfilati per mettersi alla corte dell’uno e dell’altro, col rischio di finire tutti o quasi tutti uccellati. Uccellata, almeno elettoralmente, è la nostra idea di Italia ed in Europa. Insomma, niente di nuovo, dirai. Resterai comunque sorpreso da alcune scene, da alcune scelte di vecchi compagni di strada – si vede di tutto, nella politica italiana è proprio vero che la vita vera è più inverosimile della letteratura fantastica. Ma ci sono anche soprese: ritrovo sula scheda il simbolo del Partito Repubblicano, un partito piccolo piccolo ma valoroso sotto tanti punti di vista, e non solo storici, nel quale sono certo avresti trovato un ambiente per te congeniale.
Come Liberi Cittadini non siamo cresciuti, anzi, anzi… C’è poco da fare, senza di te i passi indietro ci sono stati. Tuttavia siamo sempre qua, cocciuti, combattenti come sai su tanti fronti. E sereni.
Insomma, non saprei dirti cosa tu ti sia perduto in questo anni senza di noi, se tu ti sia perduto qualche cosa. Certo, il nostro paese e noi abbiamo perduto qualcosa, ancora.
Il nostro è un ecclesiaste laico, sappiamo che c’è il tempo della battaglia che va bene e quello della marginalità; mai quello della resa. Per quanto possibile al cospetto della nostra Italia, ti dico lo stesso, riposa in pace, Antonio, ci sei sempre vicino.
Niccolò