Sono ormai passati una ventina di giorni dalle elezioni e pare che sull’orizzonte politico ancora non si intravedano le prime luci dell’alba.
Il risultato elettorale ha chiaramente evidenziato che:
– chi ha governato il paese nell’ultima legislatura è stato fortemente penalizzato, in sintesi gli elettori gli hanno dato il “bonus vattene a casa”;
– il M5S è risultato il primo partito;
– il centro destra è diventata la prima coalizione, con la Lega premiata da un vasto consenso;
– chi cercava i tanti delusi della sinistra nel bosco, si è dovuta accorgere che ne erano rimasti ben pochi;
Ma il dato più importante è che le elezioni non le ha vinte nessuno.
Citando la famosa frase bersaniana, alcuni sono arrivati primi ma non hanno vinto.
L’unica ad avere vinto è stata l’oscena legge elettorale fatta approvare a colpi di fiducia parlamentare, pensata per non fare vincere nessuno o fare perdere meno alcuni; ha pienamente raggiunto lo scopo.
Per inciso a camere convocate, alcuni candidati dichiarati eletti dalle Corti si sono visti togliere il seggio dai riconteggi.
Se subito dopo i risultati delle urne era normale assistere a giochi e tatticismi post elettorali, oggi abbiamo l’impressione che i partiti non abbiamo ancora capito che quella fase è finita.
Siamo una repubblica parlamentare e le forze politiche devono trovare in parlamento le condizioni per formare un governo, ognuna di esse ha il dovere di compiere ogni sforzo per raggiungere l’obbiettivo.
Non facciamo il tifo per una particolare soluzione, evidenziamo la necessità di dare al Paese un governo che abbia chiari indirizzi e programmi condivisi da un robusto sostegno parlamentare.
Non siamo la Germania che si è permessa di stare mesi senza un nuovo governo continuando ad essere la locomotiva europea. Nel frattempo noi con un governo continuavamo e continuiamo ad essere il fanalino di coda.
Vorremmo appellarci alla coscienza dei parlamentari e alla dignità del loro ruolo, ma sappiamo bene che trovarsi eletti per nomina e non per consenso, diretto riduce di molto l’autonomia dei singoli.
Un preciso messaggio è arrivato dagli elettori a prescindere dal partito che hanno votato. Quel messaggio contiene la ferma richiesta di cambiamento e continuare ad assistere a veti incrociati, polemiche anche infantili, o narcisismi egocentrici, significa non avere ben colto le aspettative degli elettori.
Nell’attesa che passi la nuttata, abbiamo un’unica certezza, se tornasse l’ennesimo governo tecnico con un nuovo Monti di turno si aprirebbe un baratro definitivo tra i cittadini e le forze politiche.