SI FA PRESO A DIRE FAMIGLIA… non altrettanto presto ad ESSERE PADRE, ESSERE MADRE !
Questa provocazione nasce dall’incontro felice di due libri, presentati congiuntamente lo scorso 16 giugno presso la Libreria Feltrinelli di Ravenna. Due testi, due prospettive diverse e complementari di uno stesso argomento, la famiglia (in qualunque modo la si intenda), luogo primario delle relazioni alla base di qualsiasi società, luogo dove la specie umana si perpetua ed evolve.
SI FA PRESTO A DIRE FAMIGLIA di Melita Cavallo, nota giudice che ha speso 40 anni tra gli ambienti difficili dei tribunali minorili, è un testo di struggente umanità e di vita reale. Quindici storie, per uno spaccato multiforme e inusuale della famiglia contemporanea, quella famiglia che – come è stato detto – ha subìto in questi ultimi anni un vero e proprio “big bang”. Famiglie allargate, ricomposte, omosessuali, tradizionali, monogenitoriali, affidatarie, adottive, miste… gli aggettivi sembrano non bastare a descrivere l’infinita varietà di configurazioni che oggi può assumere! Ma una cosa è certa: al di là della forma, quello che davvero costituisce il “nocciolo duro” di questa istituzione, è la solidità della relazione affettiva, l’Amore, l’avere un progetto di vita condiviso, una direzione comune. Ed è proprio questo che, ben oltre la forma e al netto delle difficoltà quotidiane che ogni gruppo affronta, distingue le famiglie che ce la fanno a restare unite, da quelle che non ce la fanno. Non importa se eterosessuali, omosessuali, adottive, allargate, ristrette, ricomposte, miste… quando in una coppia vi sono un progetto di vita comune e una direzione condivisa, il resto segue. Quando vi sono chiarezza e autenticità, i figli comprendono e si equilibrano di conseguenza. Perché all’interno di una cornice di stabilità affettiva e di chiarezza, pur piccolo, il bambino è in grado di distinguere e attribuire ad ogni elemento della costellazione famigliare il suo specifico “ruolo”: lo fa così, spontaneamente, con la naturalezza lucida che solo i bimbi amati sanno avere. Certo potrà domandarsi “perché io ho due mamme anziché una”, come il piccolo Luca, ma poi si equilibrerà trovando in qualche figura limitrofa, quel riferimento maschile di cui necessita la costruzione completa della sua identità. Quando viceversa ciò non accade, quando astio e ritorsioni tra partner prevalgono, i figli sono lacerati intimamente, costretti a posizionarsi in una faida da cui vorrebbero essere risparmiati, costretti viceversa a scegliere se vogliono “più bene a mamma o a papà”… e questo per un piccolo essere umano in crescita è insostenibile. La sua sicurezza affettiva ne rimarrà danneggiata e – tipicamente – finirà (inconsciamente) per attribuirsi la colpa dell’accaduto… perché questo è uno dei più primitivi meccanismi di autodifesa che la psiche mette in atto quando non riesce a dare una spiegazione logica agli eventi. Si chiama “identificazione proiettiva”: in pratica mi attribuisco le responsabilità altrui, nell’illusione di poter avere il controllo della situazione. “Se è colpa mia, allora io posso rimediare… evidentemente sono stato cattivo, per cui se divento sempre più buono, mamma e papà non litigheranno più…”; questo pensa, senza saperlo, un bimbo.
ESSERE PADRE, ESSERE MADRE. STORIA DI UN’AVVENTURA, di Letizia Ciancio, Comunicatrice e Dottoressa in Psicologia, Responsabile delle politiche di genere e della famiglia per Liberi Cittadini, è un saggio che fa da contraltare al primo libro, entrando nella psiche umana e individuale, in cerca di spiegazioni ai nostri comportamenti e vissuti, come padri, madri, figli. Un vero e proprio viaggio alla ricerca delle origini di quella viene (giustamente) definita un’avventura… la più difficile ed affascinante avventura nell’esistenza di un individuo. Un viaggio che parte lontano, dal paleolitico addirittura, alla ricerca delle origini ancestrali e simboliche del maschile e del femminile, nei reperti archeologici e nella rilettura del mito e della fiaba. Scoprendo un filo conduttore, pur nel dipanarsi di millenni, rispetto ad alcune associazioni che ancor oggi attribuiamo alla dimensione dell’uomo e della donna. Si tratta di archetipi, immagini universali e senza tempo, che si sono stratificate nella psiche del genere umano nel corso dell’adattamento, e che vanno tenute a mente anche nell’analizzare i comportamenti attuali. Perché dietro un comportamento ci sono sempre elementi inconsci e automatici che attivano emozioni e reazioni, altrimenti incomprensibili. Il viaggio prosegue poi attraverso i cambiamenti storici, le grandi rivoluzioni, il progresso, le conquiste della scienza, che in un modo o nell’altro hanno costretto la famiglia ad adattarsi, ridefinendo di volta in volta i ruoli del padre e della madre. Per finire, il viaggio approda nella psiche individuale: da un lato nella dinamica evolutiva del bambino che – attraverso le opposte polarità genitoriali – deve comporre il puzzle della sua propria e unica identità; dall’altro nelle dinamiche interiori dell’uomo quando diventa padre e della donna quando diventa madre. Percorsi differenti, anzi opposti, che tuttavia, proprio in virtù di questa polarità, sono agenti creativi nella costruzione della mente del figlio. Perché, come disse Eraclito nei Frammenti, “Ciò che si oppone conviene, e dalle cose che differiscono si genera l’armonia più bella. E tutte le cose nascono secondo gara e contesa”.
L’incontro di questi due testi dunque, ha permesso un’analisi più “rotonda” della famiglia contemporanea, utilizzando da un lato una visione “fotografica”/oggettiva, dall’altro una visione intrapsichica/soggettiva del problema. Partendo dalle storie narrate, si è avuto così modo di interrogarsi sulle radici di alcuni comportamenti più generali, di cui la cronaca non manca di riferirci: violenza domestica, abbandoni, maternità senza padri… tutto sembra trovare risposta, a ben guardare, se teniamo sempre a mente che ogni sistema vivente, ogni persona, è un sistema complesso… e che i suoi comportamenti sono frutto della complessa e unica intersezione di elementi genetici, culturali e strettamente contingenti.

Entrambi i testi sono disponibili on line/in libreria in versione cartacea e in e-book.
A voi dunque… e buona lettura!