NEVICA SUL MERCATO ELETTORALE
Il maltempo e la nevicata romana che ha mandato in tilt il traffico ferroviario, definita anomala, eccezionale e via di questo passo, anche perché ormai qualunque fenomeno naturale in questo paese ormai è catalogato come emergenza, ha avuto il solo pregio di mettere la campagna elettorale in secondo piano, anche se per un breve periodo.
Purtroppo il gelido vento “Buran” non ha avuto forza sufficiente per spazzare via dalle bancarelle del mercato elettorale le proposte inattuabili, le promesse da pinocchio, i bonus a go go (ultimo, ma solo per il momento il bonus badanti), per lasciare allo scoperto i veri problemi che si chiamano:
1 – debito pubblico
2 – evasione fiscale
3 – la ripresa economica più bassa dei migliori paesi europei
4 – l’aumento delle crisi aziendali per chiusura e/o trasferimento all’estero dell’attività
Sui primi due praticamente vige il silenzio quasi assoluto, anche perché molte proposte sono in contraddizione con la riduzione del debito pubblico e i venditori ambulanti sanno che anche gli evasori votano.
Sui secondi assistiamo a comportamenti un tantino schizofrenici.
La maggioranza uscente rivendica la ripresa con la solita tecnica di dire per prima che si poteva fare di più. Grazie ma perché non l’avete fatto ??? ovvio che la colpa è dei piccoli partiti, come è sempre stato.
La coalizione di centro destra propone di abbassare le tasse a tutti e ridurre i contributi a chi assume.
Pensate a come è cambiato il mondo imprenditoriale. Olivetti e altri imprenditori costruivano fabbriche, scuole, case e infrastrutture per i lavoratori. Oggi dobbiamo dare soldi agli imprenditori per fare le fabbriche e assumere i lavoratori. Noi siamo distanti dal capitalismo senza regole e dal sistema comunista, ma essere liberali non significa accettare il liberismo selvaggio o imprenditori che sanno fare economia solo con i soldi pubblici e nemmeno governi che elergiscono fondi pubblici senza rigidi griglie di valutazione sui benefici.
La crisi della Embraco con 500 lavoratori che rischiano seriamente il licenziamento, ha fatto scoprire al governo che forse esiste il problema di omogenizzare a livello europeo le tasse e le retribuzioni che pesano sul costo del lavoro, anche perché in Italia il costo del lavoro in questi anni si è già ridotto a spese dei soli lavoratori.
Problema reale e serio che non è stato considerato in modo adeguato quando si è allargata l’unione europea ai paesi dell’est. Il buon Romanone evidentemente sul tema era distratto, forse dalla Cina.
Anche in questo caso sorge spontanea una domanda al governo uscente, fino a ieri dove eravate? Non è il primo caso di delocalizzazione all’interno della comunità europea. Ci ricordiamo della Fiat che si è trasferita per pagare meno tasse e che un presidente del consiglio portava ad esempio?
Le proposte della bancarella a 5S, sinceramente non siamo all’altezza per comprenderle, d’altronde non siamo degli esperti.
Il maltempo passerà, speriamo che passi anche la mala politica, anche se le attuali previsioni non lasciano ben sperare.